Quando leggo un libro


Oggi ho finito di leggere “Cronache del Mondo Emerso: Nihal della terra del vento” di Licia Troisi ed edito da Mondadori.

PREMESSA 1: Non avrei voluto scrivere questo articolo ma ieri sera, aprendo il blog per scrivere, mi sono accorto che DOVEVO farlo. Perché certe cose vanno dette.

PREMESSA 2: Io con 16€ (Prezzo di copertina 16€ – €9,50 ed. economica) volendo mi ci sbronzo una settimana intera.

PREMESSA 3: Quando mi regalano un libro ho un’aspettativa ma se il libro non mi piace finisce lì. Quando compro un libro che costa poco le mie pretese si fanno sentire e, a seguito del pagamento di un prezzo, esigo che il libro si lasci almeno leggere. Quando pago 16€ una casa editrice grande come la Mondadori ESIGO e PRETENDO INELUTTABILMENTE che mi venga consegnato un prodotto che rispetti certe caratteristiche.

Faccio un esempio. Ammettiamo che vada dal mio fabbro e dal mio meccanico di fiducia. Chiedo loro se nel tempo libero riescono ad assemblarmi una macchina perché sono povero e non ne posso permettere una. Loro accettano e dopo un mese mi ritrovo con una macchina a gratis. Se la macchina non supera i 10Km/h o non dura più di qualche settimana non avrò niente da recriminare. A nessuno. Se vado da un rivenditore di macchine usate che mi chiede 4000€ per una Punto base di quattro anni con 100 mila Km mi aspetto che la macchina faccia il suo mestiere per almeno altri 4 anni. Ora veniamo a noi. Io mi presento direttamente alla sede di Maranello della famosa casa automobilistica. Schiaffo i miei 200 mila euro in faccia a Luca Cordero di Montezemolo e gli dico di procurarmi l’ultima novità della casa: la “Ferrari 458 Italia”.

La Ferrari 458 Italia

Lui mi stringe la mano, mi offre un tè, poi mi mostra la mia nuova macchina consegnandomi le chiavi. Se rimango a piedi nel tragitto per tornare a casa secondo voi come mi sento? Come minimo torno a Maranello a piedi, prendo il signor Montezemolo e gli faccio leccare l’asfalto da lì fino al punto in cui mi si è fermata la macchina. Perché questo? Perché sono sadico? Perché mi piace che l’asfalto delle nostre strade sia lindo e mi ci possa specchiare quando passo? Perché il signor Montezemolo mi sta sulle palle da morire? No. Semplicemente perché se io pago per un servizio, uno di quelli seri, PRETENDO di essere rispettato e di ricevere in cambio un prodotto degno di quanto ho speso. E degno di chi me lo vende soprattutto.
Fine delle premesse. Ora veniamo a noi.

La copertina di "Nihal della terra del vento". Da notare il marchio "BEST SELLERS"

“Nihal è davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. E poi nessuno sa tenerle testa in una gara di pianto, tanto che potrebbe essere sfruttata come fonte illimitata d’acqua per irrigare i campi.”

Io non pretendo che tu passi 40 anni della tua vita chiusa in una stanza a studiarti i manuali di scrittura artistica, a provare e riprovare a scrivere. Io pretendo solo che per quello che pago ricevo un prodotto che perlomeno — oggi mi sento generoso — si avvicini alle mie aspettative, proporzionate a quanto ho dovuto sborsare.

Beh, non ci crederete, ma personalmente non ho mai letto un libro più… triste.
Saltiamo per un attimo a piè pari l’analisi tecnica, tanto di tecnico c’è veramente poco da dire, e andiamo al concreto.
Non mi è mai successo di trovare un libro così noioso, patetico e scritto male. Solitamente quando leggo un libro e chiudo l’ultima pagina mi rimane un piccolo vuoto dentro. Già mi mancano i personaggi. Ripenso alla storia, cerco di scandagliarla mentalmente per cercare maggiori significati e metafore che magari, leggendo, non avevo colto. Fanno eccezione i trattati come “La disobbedienza civile” di Thoreau, “L’interpretazione dei sogni” di Freud, “L’anticristo” di Nietzsche e via dicendo. Eppure anche in questo genere di libri ho trovato che alla fine mi avevano arricchito di qualcosa.

In quella patetica storia di Nihal della terra del vento non c’era niente di tutto questo.
Devo ammettere che la Troisi in alcuni punti si è anche impegnata. Certe parti sono raccontate bene e la scrittura è semplice e lineare. Punto. Non c’è nient’altro. Per quanto mi riguarda avrei potuto leggere le istruzioni del mio cellulare, che non ho mai letto, in tutte le sue 154 pagine (per 2, una giuda in Italiano e una in Inglese che fanno su per giù il numero di pagine del libro della Troisi). Probabilmente la noia sarebbe stata la stessa. O forse no. Già perché leggendo le istruzioni del mio cellulare magari avrei capito come mai a volte si incricca mentre scrivo i messaggi.
Troisi 0 – Istruzioni del cellulare 1

PS: Devo ribadire che il libro mi è stato regalato da un amico (grazie Stefano) e per questo ho finito di leggerlo per riporlo in camera mia insieme agli altri invece di utilizzarlo al posto della diavolina per accendere la stufa.

La Nuova copertina di "Ascolta il mio cuore". Sì, lo hanno anche ristampato.

PPS:In realtà mi è già successo di trovare un libro veramente triste. L’unico altro della mia vita. Avevo 14 anni, correva l’anno 1998 e tenevo in mano il volume di “Ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno. Ero al Capitolo Sesto del mese di settembre, pagina 25. Il libro conteneva anche delle illustrazioni e, nonostante fosse raccontato, cerca anche di tirar fuori dei fatti come se fossero quasi reali e quindi coinvolgenti. Beh, ci provava sì, ma facendo fiasco. Noia allo stato puro. Il segnalibro è ancora in quel libro, al suo posto: pagina 25, Capitolo Sesto del mese di settembre. Credo ci rimarrà per sempre. Guarda caso anche il suddetto libro è edito da Mondadori.

PPPS: Per chi fosse ancora a favore della signora Troisi perché “è un libro con poche pretese, che ha come target principale gli adolescenti” voglio fare un confronto con uno degli amori della mia infanzia: “PICCOLI BRIVIDI”. Non mi ricordavo come fossero questi piccoli libri. So solo che sbavavo mentre leggevo. Devono ancora esserci delle incrostazioni di bava in giro per casa dovute proprio a questi libri. Quindi decido di riportarvi l’incipit del primo che mi capita sotto mano: “Il pupazzo parlante 3”:
“La scala che porta in soffitta è stretta e ripida. Il quinto gradino è particolarmente usurato, e quando ci si appoggia un piede cede leggermente. Ogni volta che si sale o si scende, è tutto un cigolare e uno scricchiolare. È un vecchio edificio di legno. Si può dire che sta cadendo a pezzi, ma i miei genitori non possono permettersi di ristrutturarla.”

La copertina di "Il pupazzo parlante N°3". Tanta roba.

Ok, siamo d’accordo che non sia un incipit da Nobel. Però quel gradino che il signor R. L. Stine mi mostra lo vedo tutt’ora e mi ricordo che da bambino quella scala mi ha messo una fifa terribile. La sentivo scricchiolare. Della piccola Nihal invece, neanche l’ombra.

6 commenti su “Quando leggo un libro”

  1. Anche il Nunnu, alla fine, ha ceduto a leggere Nihal. xD
    A me è rimasto solo quel “i mercanti mercanteggiavano / un mercato ricolmo di merci”. Per il resto, mi sono divertita a prendere in giro il libro – in un certo senso, alleggerisce il cuore. Però non ho alcuna intenzione di comprare gli altri, per carità. Nihal basta e avanza. Non serve nemmeno criticare i nuovi libri, dato che gli errori sono sempre gli stessi, dai più grossolani ai più fini. Ho ritenuto, in ogni caso, utile leggerlo perché è un manuale di cosa da NON fare e ci si rende meglio conto del peso di questi errori toccandoli con mano. Soprattutto, per gli aspiranti alle prime armi come me.
    Poi, ad ognuno il suo. ;D

  2. Precisamentte Prisca.
    “i mercanti mercanteggiavano” ahahaahha già, me lo ero dimenticato. Quando l’ho letto ero in treno e ho riso come un mongolo per 5 minuti. Inutile dire che tutti mi guardavano malissimo. Ora che me lo hai ricordato ho dovuto aspettare altri 5 minuti per risponderti: stavo cadendo dalla sedia per le risate. 😀

  3. Ahaha, allora ho ragione a non cagare neanche di striscio i libri della Troisi quando li vedo sugli scaffali.

    Ho assemblato una lista di autori da controllare, non si sa mai che espando la collezione:

    Glen Cook
    Patrick Rothfuss
    B. V. Larson
    Richard K. Morgan
    joe Abercrombie

    Sembra che Glen Cook abbia particolare successo nel genere, grazie ai libri della Black Company 😀

  4. E Fai bene a evitarli Moretz. Conoscendoti poi, come minimo li bruceresti dopo le prime 20 righe.
    Comunque se controlli quegli autori fammi sapere cosa ne pensi: so che sei un grande lettore e un estimatore delle belle cose. 😀

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