I’m back

Sì, è vero, sono due mesi che non aggiorno il blog e me ne vergogno. Ancora più vergognoso è il fatto che da luglio dello scorso anno non posto con regolarità. Le ragioni sono semplici, eppure così complesse che richiedono un po’ di riflessione. E tutta questa riflessione ho dovuto covarla, manipolarla, osservala da più lati per cercare di districare il nodo. Ora è tempo di sputarla e tornare sotto i riflettori. Non certo tornare a lavorare, perché quello non ho mai smesso di farlo.

L'omino nella mia testolina che mi dice quello che devo fare. È petulante e spocchioso, ma gli voglio bene ugualmente.
L’omino nella mia testolina che mi dice quello che devo fare.

È petulante e spocchioso, ma gli voglio bene ugualmente.

Tutto nasce agli albori: la pagina “ROBA DA SCRITTORI“, la sua branchia “Il Salotto Letterario Virtuale“, il gruppo di letteratura estrema “Nucleo Negazioni“, i progetti a essi collegati e quelli con gli altri scrittori. Tutto nasce da lì: Pietrabianca, Scolaresca, Circo Escher, Un mattone per GUA, La settima faccia.

urlTanti progetti, poca voglia (non mia) di portare qualcosa a termine. In questi due anni ne ho viste di tutte lungo il cammino, una o più per ogni progetto. Ma non mi sono arreso, ho incontrato le più disparate difficoltà: da chi si crede nato imparato, chi copia pezzi di giornale e articoli di internet spacciandoli per sue creazioni, chi non accetta le critiche costruttive perché non si abbassa a certe cose dato che le sue creazioni partecipano solo a pubblicazioni e concorsi seri e chi, come lo scrittore medio, scrive ma non legge.

Sono sempre stato per la filosofia del Prima di cambiare il mondo cambia te stesso e del Il cambiamento comincia dal piccolo. In questi anni ho imparato molto, probabilmente moltissimo, più di quanto mi sarei mai aspettato. Quando ci si guarda indietro, quando si riprende in mano qualcosa a cui abbiamo duramente lavorato tempo prima, lo riscopriamo sotto nuovi aspetti. Lo rileggiamo consapevoli che sia opera nostra, eppure lo rileggiamo come qualcosa di nuovo, estraneo. Per questo ogni volta che mi guardo indietro posso dire di avere imparato moltissimo e sono ancora convinto che la miglior scuola, oltre allo studio, rimanga l’esposizione in prima persona: scrivere, inventare, provare nuove strade, nuovi approcci, sperimentare tutto ciò che si può. Sono uno che guarda il proprio obbiettivo, lo focalizza, si distrae parecchio e cazzeggia, naviga su internet cercando la struttura dei vascelli del XVII secolo, interessandosi a quantità e tipo di vele utilizzate, sviscerando il dizionario dei termini tecnici. E poi si ritrova a leggere sui siti più disparati degli esperimenti sulle colonie di topi o della struttura molecolare del grafene e dei suoi utilizzi nell’elettronica dei super computer. Che poi come ci finisca a leggere ‘ste cose non l’ho mai capito eh, è come cadere in trance e risvegliarsi nel proprio letto con i postumi della sbronza e tua madre che ti chiede cosa ci faccia una scimmia in salotto. O perché hai tatuato su una natica il faccione sorridente di Papa Francesco. Tu non puoi far altro che rimanere in silenzio e, al massimo, annuire. Non si fanno certe domande.

Dicevo che sono un tipo di persona che ha sempre in testa il proprio obbiettivo, anche se spesso si distrae (la dimostrazione di cui sopra è palese). In due anni però non sono mai riuscito a realizzare nulla di eclatante, a parte partecipare ad alcuni progetti “minori” (minori rispetto agli obbiettivi preposti). Intendo che non sono mai riuscito a terminare nulla. La maggior parte delle volte per due motivi:

  • Non ho mai incontrato nessuno capace di seguirmi fino in fondo ad un progetto;
  • I contrattempi hanno sempre fatto slittare i termini che mi ero imposto per la realizzazione.

Sono tornato, baby, e questa volta romperemo un po' di culi.
Sono tornato, baby, e questa volta romperemo un po’ di culi.

Ma ora si cambia. Ho ripreso in mano la situazione!

Ho recuperato dalla fanghiglia melmosa che c’è nello stanzino buio del dimenticatoio il piano di lavoro di Pietrabianca, un progetto a me molto caro, nato dalla voglia degli utenti del Salotto Letterario Virtuale di unire gli sforzi per la creazione di un’opera comune, in questo caso un romanzo a più mani. Già potete immaginare le difficoltà che questo comporta, sia in termini di organizzazione, sia in termini di ideazione, logistica e correzione. Buoni propositi naufragati dopo le prime due fasi; tutti hanno sempre troppi impegni e, personalmente, non accetto uno standard troppo baso: errare è umano, avere la voglia di imparare e migliorare è solo per i vincitori. Sono esigente, ma preferisco produrre cose decenti e leggibili piuttosto che pubblicare pur di farlo. Scrivere a questo mondo bisogna, ma pubblicare non occorre. diceva Svevo.
Quindi mi sono riletto tutto, fatto mente locale, preso di prepotenza due soci del vecchio gruppo che all’epoca sembravano i più interessati ed ecco che siamo di nuovo a cavallo. Questa volta abbiamo letteralmente il vento in poppa, pronti a prendere la direzione giusta per restare sempre in rotta (come direbbe il pirata Rocco Morante, uno dei personaggi chiave: «Ti ho detto di virare, brutto figlio di cagna!»).

A breve uscirà, finalmente, dopo un parto straziante, l’antologia “Circo Escher – Racconti di omicidi seriali“. Il progetto l’ho portato avanti per due anni con la collaborazione del gruppo NN (Nucleo Negazioni) che produce arte estrema e dissacrante racchiusa nella fanzine omonima. La selezione è stata durissima calcolando che circa il 60% dei testi è stato scartato. La fatica è stata molta, ma in questo modo il livello dei racconti ne ha risentito in meglio. Ne avrete presto notizie.

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Anche l’antologia per beneficenza “Un mattone per GUA” che stiamo realizzando con il supporto della Fondazione GUA Africa (http://www.gua-africa.org) è quasi giunta al termine. Siamo agli sgoccioli con l’ultima fase di editing e la pubblicazione dovrebbe essere prossima.

E non importa se “La settima faccia” sembrava trovare molto consenso e un vasto bacino di utenza, mentre poi invece è stato un flop al capitolo 2.3. E non importa se “Scolaresca” si sia un po’ arenato.
Questi progetti che vedono la luce sono frutto del duro impegno, del sudore nel trascinare la Macchinosa Mastodontica Macchina della “scrittura bella”, quella che richiede anni di studio, mesi di documentazione, settimane di organizzazione, week-end di scrittura rinchiusi al buio delle proprie quattro mura e una dedizione non da poco. Tutto per una sola cosa: il mio target. Che non è il diventare famoso, ma solo creare qualcosa di leggibile e coerente che sia capace di emozionare. E magari una piccola cerchia di lettori.
La strada è tortuosa, a volte mi sono perso, da solo o in compagnia, ma la forza che mi ha fatto andare avanti è stato che, per ogni “scrittore” che mi ha insultato pesante-mente (sì, avete capito bene) ce ne sono stati altri 100 che mi hanno ringraziato, che tutt’ora mi lodano, che tutt’ora, al minimo dubbio ne approfittano per interpellarmi, che dicono di tenere i miei consigli accanto a loro durante le lunghe sessioni di stesura trattandoli al pari di testi sacri (e su questo mi sciolgo in brodo di giuggiole dato che a volte mi sembra anche di essere troppo cattivo). E ho ancora una lunga lista d’attesa per chi è desideroso di farsi insultare. Anche se, a dirla tutta, non l’ho mai capita fin in fondo questa pratica masochista. 🙂

But… I’m back. Sono tornato, più convinto, più nero e più incazzato di prima.

Questo post è approvato dagli  AC-DC. Aut min rich, scade il 31/12/20Ҙɸ, può avere effetti collaterali, non somministrare ai bambini sotto i 15 anni e ai nani da giardino, può provocare diarrea.
Questo post è approvato dagli
AC-DC. Aut min rich, scade il 31/12/20Ҙɸ, può avere effetti collaterali, non somministrare ai bambini sotto i 15 anni e ai nani da giardino, può provocare diarrea.